Mi chiamo S. D. e sono figlia di un soggetto stomizzato.
Nel novembre del 2008, mio padre ha subìto l'asportazione della vescica a causa di una neoplasia vescicale.
L'intervento è stato eseguito al …….dal dr…….. colui che in un primo momento sembrava essere il "salvatore" di mio padre.
Il confezionamento di una stomia è stata un'idea difficile da accettare, soprattutto perché non abbiamo ricevuto alcun tipo di supporto né fisico né tantomeno psicologico.
Si parla tanto di garantire una migliore qualità di vita ai soggetti stomizzati, attraverso interventi preventivi, la cura e la riabilitazione...ma a noi non è capitato nulla di tutto questo, anzi è stata una continua odissea vissuta tra non poche difficoltà.
"VINCIAMO INSIEME LA VITA"
L'AISTOM a Roma con la FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di volontariato in Oncologia) per la V Giornata nazionale del malato oncologico














