Il tumore è sempre più una malattia cronica: circa due milioni di persone
solo in Italia convivono con il cancro, e dei 250mila nuovi casi l'anno, la
metà guarisce o convive con la propria neoplasia più o meno a lungo. Eppure
la riabilitazione oncologica, sempre più necessaria per tutti i malati in
grado di rientrare nella vita sociale e lavorativa, e' quasi assente, se si
eccettuano poche realtà di eccellenza, in particolare Piemonte e Toscana. E'
l'allarme lanciato dalla Favo, la Federazione italiana delle associazioni di
volontariato in oncologia, ha presentato il "Libro Bianco" sulla
riabilitazione oncologica alla presenza del ministro del Welfare Maurizio
Sacconi e del Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato,
Tommasini. Nella maggior parte dei Centri censiti dalla Favo i malati
neoplasici non trovano un servizio di riabilitazione oncologica ad hoc, ma
confluiscono nell'approccio standard alla disabilità. Nel 55 per cento dei
centri, inoltre, la casistica oncologica rappresenta una percentuale minima
del proprio volume di attività. In ogni caso, nella maggior parte dei casi
la riabilitazione si fa solo dopo la comparsa di problematiche specifiche
(45,08%) o dopo l'intervento chirurgico (35,5%). Solo nell'8,25% dei casi un
programma riabilitativo viene ipotizzato in fase pre-chirurgica. Le
Associazioni pazienti Aistom e FINCO hanno contribuito alla stesura del
testo.
CLICCARE QUI PER SCARICARE
LIBRO BIANCO SULLA RIABILITAZIONE ONCOLOGICA
A CURA DELLA FAVO - IRCCS |