Medico legale

Caro lettore
per sottoporre ogni tua richiesta, domanda, perplessità, ad uno dei nostri esperti, puoi segnalare il quesito al Direttore Scientifico del sito Dr Ciro De Rosa ciroderosa11@virgilio.it), che la inoltrerà all'esperto da te interpellato.
A risposta ricevuta il Direttore provvederà quindi alla pubblicazione, in forma del tutto ANONIMA, sul sito (domanda e risposta), e nel caso ad inoltrarlo in Segreteria per una eventuale pubblicazione sul nostro giornale di informazione.
L'augurio è non solo quello di riuscire a supportarti, risolvendo o consigliandoti nella soluzione del tuo problema, ma anche con la pubblicazione, aiutare altri che presentano le stesse problematiche.
Puoi leggere in basso la lista dei Professionisti che hanno offerto la loro disponibilità per questa attività di consulenza.
 
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salve, mi chiamo mauro, ho 34 anni, e dal 2006 sono stomizzato, in seguito alla resezione di un adenocarcinoma al retto basso.
Per fortuna la mia salute è stabile, la mia qualità della vita buona, e la mia carriera professionale idem.
Devo riportare però un problema.
In seguito alla suddetta resezione, ho subito anche la perdita della funzionalità vescicale. Ho la cosiddetta vescica neurologica.
Da quel momento, utilizzo cateteri appositi per autocateterizzarmi.
Anche qui, nonostante le ovvie difficoltà, tutto bene. Vengo al dunque.
La asl mi fornisce 180 cateteri al mese e i classici 30 sacchetti per stomia (faccio l'irrigazione).
Io ho spesso dovuto ricorrere ad acquisti extra di sacchetti, soprattutto in estate (vado al mare, mangio qualcosa in più ecc. ecc.) invece, 6 cateteri al giorno per me sono anche troppi, ne uso di solito 4.
ho chiesto più volte se fosse possibile destinare la spesa dei cateteri che non utilizzerei in quella dei sacchetti di cui avrei spesso bisogno.
Le risposte ricevute in farmacia e all'asl sono sempre state negative.
Io mi chiedo, ma se lo stato paga 100 per me, che io ne spenda 60 da una parte e 40 dall'altra, invece che 80 e 20, cosa cambia? E' ovvio che so che le forniture si riferiscono ad aziende differenti ecc. ma mi sembra impossibile non poter modificare lo status delle cose.
Grazie della vostra attenzione
mauro

Gentilissimo Sig.
Mauro, purtroppo l'ASL ha ragione, il numero dei dispositivi medici prescrivibili è il numero massimo concedibile, pertanto non è detto che Lei debba per forza ricevere o farsi prescrivere più cateteri.
Piuttosto si faccia fare una bella relazione dal suo medico specialista che l'ha operato e l'ha in cura, chiedendo un integrazione al direttore generale dell'ASL e all'Assessore regionale alla Sanità, in diverse regioni (es. Puglia) questo percorso è fattibile grazie ad una apposita circolare, che le allego.
Perdoni la nostra schiettezza e in bocca al lupo.
Con stima
F. Diomede

Gentile Dott.ssa Silvia Fusetti,
le ho scritto ieri sera ma temendo di averle inviato il riferimento della mia e-mail non corretto, provvedo a inviarle di nuovo la mia lettera relativa ad una richiesta informazioni di tipo legale.
Nell'agosto del 2002 mi è stato diagnosticato un adenocarcinoma al colon-retto che ha comportato una resezione di parte dell'intestino.
Nonostante i cicli di chemioterapia e di radioterapia, nel giugno 2004 mi veniva riscontrata una lesione polmonare coerente con metastasi da adenocarcinoma che implicava una resezione atipica del polmone di sinistra.
Sono quindi seguiti ulteriori cicli di chemioterapia ma nel maggio del 2005 si presentava nuovamente una lesione ulcero vegetativa a livello dell'anastomosi colon rettale che comportava, purtroppo, una amputazione domino­perineale del retto sec. Miles con colostomia definitiva iliaca sinistra.
Fortunatamente, dopo gli ulteriori cicli di chemioterapia, i successivi controlli sono risultati negativi.

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Domanda x chirurgo AISTom
spettabile associazione, avrei la necessità di contattare e di incontrare personalmente un chirurgo specializzato nel confezionamento di ileostomie permanenti.
mia mamma, 66enne, vive da 34 anni con una ileostomia (a causa di una rettocolite ulcerosa non diagnosticata tempestivamente)che le ha permesso di vivere quasi normalmente per tutto questo tempo. recentemente, a causa di un'occlusione intestinale con perforazione dell'ansa e peritonite, è stata operata d'urugenza. l'operazione ha comportato il riconfezionamento della sua perfetta ileostomia. purtroppo, però, i chirurghi di turno, non hanno saputo confezionargliela come era prima, ovvero estroflessa di 4-5-cm; quella attuale estroflette di un centimetro ed il risultato è che le feci, come noto particolarmente aggressive, toccano la pelle, prima di entrare nel sacchetto e la "ustionano".

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Mio padre è stato operato di tumore tre mesi fa. Non era un tumore con metastasi, pertanto dopo la necessaria ripresa post-operatoria è tornato a lavorare (non è un lavoro pesante).
Vorrei sapere se può comunque fare domanda di invalidità pur essendo un tumore maligno, ma senza metastasi.
In caso positivo gradirei sapere “passo dopo passo” come procedere per la pratica burocratica da espletare.
Ringrazio anticipatamente

Giorgio da Trento.

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